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La salute dei più piccoli. Gli esami sono sempre utili?

La salute dei più piccoli. Gli esami sono sempre utili?

Dal magazine digitale “A scuola di salute” a cura dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, diretto dal prof. Alberto G. Ugazio, traiamo l’articolo di oggi dedicato alle analisi del sangue suggerite. Tra utili e inutili.

Gli esami diagnostici, come quelli del sangue, possono essere utili, ma anche perdite di tempo e risorse. Per questo dovrebbero essere prescritti in base all’osservazione clinica.

Ecco qualche utile indicazione per evitare di sprecare tempo, e soldi!

  • Emocromo

Tra gli esami del sangue il più prescritto. Tiene la conta e valuta le cellule del sangue, dai globuli rossi alle piastrine. Va letto con attenzione, anche per evitare allarmismi.

  • Transaminasi

Parliamo di enzimi localizzati all’interno delle cellule. Ci dicono lo stato di salute del fegato. Ma i valori possono essere sballati anche da un’infezione o da alcuni farmaci.

  • PCR e PCT

Parliamo di esami utili per verificare la presenza di infiammazioni infezioni in corso e adottare la giusta risposta terapeutica. Sono entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato

  • Colesterolo e trigliceridi

Alterazioni che ci dicono molto sul rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (“placche” di aterosclerosi). Anche nei bambini, aspetto che ci porta alla necessità di una diagnosi e di un trattamento precoci (ipercolesterolomia).

  • Esame delle urine

È un test che viene prescritto per scoprire se ci sono in corso di infezione ai reni o alle vie urinarie. Un esame più difficile nei bambini che ancora usano il pannolino. Una volta arrivato in laboratorio, il campione di urine raccolto viene diviso in funzione degli esami richiesti.

  • Esami prima dei vaccini

«Prima di eseguire le vaccinazioni di routine– spiegano gli esperti del Bambino Gesù – non è necessario effettuare alcun esame diagnostico». Non esistono infatti al momento test capaci di prevenire il rischio di reazioni avverse, per cui «l’esecuzione di esami di laboratorio per individuare persone a rischio di sviluppare effetti collaterali da vaccini è inutile». Solo in casi molto particolari, che vengono gestiti in ospedale, possono essere utili test allergologici preliminari per scongiurare reazioni allergiche gravi, che sono comunque «rarissime».

  • Esami per la diagnosi di allergia

Sono tre gli esami consigliati:

  1. Skin Prick Test (SPT), esame cutaneo che viene eseguito a livello ambulatoriale da personale sanitario. Potrebbe risultare fastidioso per il piccolo, ma non doloroso. Dopo 15 minuti si valuta la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene posizionato sulla pelle scalfita
  2. Il RAST(Radio Allergo Sorben Test) è invece un esame eseguito attraverso un comune prelievo di sangue, attraverso il quale il medico potrà avere conferma dello stato di sensibilizzazione allergica ipotizzata.
  3. Il TPO (Test di Provocazione Orale) è il metodo più affidabile per confermare la diagnosi di allergia alimentare, e consiste nella somministrazione diretta dell’alimento sospetto. Si svolge necessariamente in ospedale sotto la costante supervisione di personale medico e infermieristico.

 

Fonte notizia:

Ospedale Bambin Gesù

 – A scuola di Salute

 

Credits immagine

 

 

Cristina Perrotti

 

Written by maria luisa

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